Solo un questore?
Di Giovanni Palatucci, ultimo
questore di Fiume, si è parlato più volte negli ultimi tempi, arrivando a
definirlo lo "Schindler italiano", per aver
salvato molti ebrei, sottraendoli al campo di sterminio dove egli stesso trovò la morte, poco tempo prima della liberazione.
Gli ebrei hanno detto di lui: "andò oltre il comandamento: ama il prossimo tuo come te
stesso, perché egli lo ha amato più di se stesso." Agli ebrei
perseguitati dalle leggi razziali, indicò una strada di salvezza,
indirizzandoli verso luoghi di riparo.
E' atto di eroismo lavorare
quotidianamente e consapevolmente alla realizzazione della Parola di Dio,
ricercando modalità di attuazione della giustizia, della difesa dei deboli?
Giovanni Palatucci ha fornito
ai perseguitati una strada di salvezza, ha utilizzato i mezzi che il lavoro
professionale gli metteva a disposizione non per arricchirsi o per essere
potente, ma per essere servo, per fare "un poco di bene" nel nome di Gesù, per imitarLo fino al
martirio.
Con la sua testimonianza di cristiano ha preparato la
strada al Signore, ha gridato nel deserto, è stato voce della Parola.
E la voce ha diffuso il senso della vita. Lì dove non
vi era che vuoto e morte: Gesù
si è reso presente, facendo apparire per il tramite di un questurino il Regno
di Dio tra noi.