GIORGIO  LA PIRA

 

Il 5 novembre 1977 moriva a Firenze Giorgio La Pira.

Oggi, a venticinque anni di distanza, non molti ricordano il “folle di Cristo, il sindaco dei lavoratori, il profeta obbediente, il profeta della santità laica, l’incarnato nella carità”….

 

Quando si legge qualche suo scritto si rimane stupiti per la semplicità del discorso, la chiarezza dell’esposizione, la profondità degli argomenti, la lucidità delle iniziative.

 

Come sindaco di Firenze ha lavorato in tempi difficili, economicamente e politicamente, avendo chiaro un principio: “le città terrene sono l’immagine e il principio e il corpo e la prova della Casa di Dio”.

 

Era per questo convinto che ogni movimento sociale, politico e di pensiero che fermenta in qualunque parte del mondo (da Nord a Sud, da Est ad Ovest ) va visto ed  interpretato  alla luce di Cristo Risorto e della Città del Risorto.

Solo così è possibile scoprirne il significato di ricerca della liberazione dei popoli e della loro promozione alla pace universale, alla unità solidale, alla massima elevazione di grazia e di civiltà.

 

Gesù Cristo è davvero diventato per lui, nella vita quotidiana dell’amministratore  pubblico che deve affrontare i problemi economici e politici, della pace, del pane, dell’assistenza, della casa, della cultura, della civiltà, del tempo libero, “la stella polare orientatrice della storia totale degli uomini. Questa storia è in ascesa, è in crescita, irresistibilmente tende, già nel tempo sulla terra, al suo punto di approdo celeste ed eterno.”

 

Diceva in una lettera :siamo ancora all’alba della storia cristiana del mondo: la storia comincerà quando avremo intuito sino in fondo il valore terrestre e celeste del corpo umano che il Risorto corpo di Cristo a sé attrae e su di sé modella”.

 

Ed ha dimostrato che è possibile governare non perdendo di vista questi valori e seminando germi di vera fraternità e di pace.