L’ebraismo e il problema cristiano (2)
Il problema non è se i precetti evangelici siano
difficili o meno, ma se essi siano realizzabili o no.
Se non lo sono, allora perché sono stati dati?
In tal caso
avrebbero ragione quei Giudei che rimproverano al cristianesimo di avere
introdotto nel mondo dei principi e delle idee fantastici, che non possono
avere alcuna attuazione reale.
Se invece i
precetti evangelici sono realizzabili, se noi possiamo avere un atteggiamento
cristiano verso tutti, compresi i Giudei, siamo pienamente colpevoli quando non
lo facciamo.
Invece di pentirci pubblicamente cerchiamo
qualcuno su cui far ricadere la nostra colpa. Non siamo noi i colpevoli, ma il
Medioevo col suo fanatismo, o la Chiesa cattolica. Ma ecco che sono iniziate le
persecuzioni contro i Giudei al giorno d’oggi e in paesi non cattolici. Allora
subito, in vece nostra, diventa colpevole la parte lesa.
Vivendo in mezzo a noi, i Giudei hanno nei nostri
confronti un comportamento da Giudei, è dunque logico che noi ci comportiamo
con loro da pagani; essi non ci vogliono amare, dunque è logico che noi li
dobbiamo odiare; essi tengono al proprio isolamento, non vogliono mischiarsi
con noi …cercano in tutti i modi di sfruttare le nostre debolezze, dunque è
logico che dobbiamo estirparli.
E’ pur vero che la persecuzione degli Ebrei e la
giustificazione più o meno scoperta di tali persecuzioni attualmente non
costituiscono un fenomeno generalizzato in Europa… (Tuttavia) vorremmo
forse credere che l’attuale tolleranza , l’arrendevolezza e persino la
sottomissione nei confronti degli Ebrei provengano da convinzioni e da
sentimenti cristiani? E’ vero piuttosto il contrario: tutto questo non
scaturisce dalla larghezza delle nostre vedute religiose, ma dalla mancanza di
una qualsiasi visione religiosa, dal totale indifferentismo nelle questioni
della fede.
Non è l’Europa cristiana che tollera gli Ebrei, ma l’Europa
miscredente, l’Europa svuotata dei suoi principi vitali, l’Europa che si
disgrega. I Giudei non vivono della nostra forza ma della nostra debolezza
morale, anzi amorale… Dopo secoli di antagonismo, il mondo cristiano e il
giudaismo si sono finalmente incontrati nel comune interesse, nell’unica
passione per il denaro.
I
destini del popolo ebraico…sono legati a tre fatti della sua storia.
Il
primo è che Cristo, per parte di madre, era Giudeo e
il cristianesimo è uscito dal giudaismo;
il
secondo è che la maggior parte del
popolo giudaico ha ripudiato Cristo e ha assunto un atteggiamento decisamente
ostile verso il cristianesimo;
il
terzo è che la maggior parte del popolo ebraico e il
cuore religioso del nuovo giudaismo non si trovano nell’Europa occidentale ma
in due paesi slavi, la Russia e la
Polonia.
Il primo di
questi fatti, ossia l’incarnazione di Cristo in Giudea è determinato dal passato
di Israele, dalla sua scelta originaria come popolo eletto di Dio;
il secondo
fatto, il disconoscimento di Cristo da parte dei Giudei e la loro estraneità al
cristianesimo, determina la posizione attuale del giudaismo nel mondo, il
suo temporaneo rinnegamento;
infine il terzo
fatto, lo stanziamento di Israele in terra slava, tra popoli che non hanno ancora
detto al mondo la propria parola, preannuncia il futuro destino del
giudaismo, il definitivo ristabilimento del suo significato religioso…
Il giudaismo
futuro vivrà una vita piena, quando nel cristianesimo rinnovato troverà e
riconoscerà l’immagine della perfetta divino-umanità.
L’autore Solov’ëv (1853-1900) è un russo di fede
ortodossa e ha scritto queste cose nel 1884.