E la chiamano estate…

 

ebbene, ci siamo...

e perché non riflettere su quello che ci invita a fare il cardinale di Milano che a me "me piace"? Marina
 

Un "Giorno del Signore" lungo tutta una estate
Messaggio alla Diocesi per l'estate 2005 - Milano, 13 giugno 2005

 

Carissimi fratelli e sorelle nel Signore,
a pochi giorni dall'inizio dell'estate desidero rivolgere a tutti voi il mio saluto sincero e affettuoso.

E con il saluto l'augurio che ciascuno possa trovare un po' di quel riposo - vera ricarica per il corpo e per lo spirito - cui aspira il nostro cuore.

 

L'estate è un tempo propizio per avere momenti di pausa ristoratrice.

È un tempo benedetto nel quale aumentano le possibilità di scelta nell'organizzare e vivere le proprie giornate e più numerose si fanno le occasioni per un rapporto disteso con il creato, con gli amici, con Dio.

È una stagione nella quale l'espandersi del turismo culturale facilita la scoperta di altri popoli, culture e civiltà e allarga i confini dello spirito favorendo il rispetto per ogni uomo e la tolleranza verso sensibilità e valori differenti dai nostri.

È anche uno spazio per forme di turismo religioso o per vere e proprie esperienze di spiritualità, che rispondono a un profondo bisogno del cuore e che aiutano ad aprire l'anima a quell'incontro con il Creatore, nel quale essa trova vero riposo e gioia piena.

 

L'estate ormai imminente cade all'indomani di grandi eventi ecclesiali, quali il grande lutto per la morte di Giovanni Paolo II e la grande gioia per l'elezione di Benedetto XVI. Sono stati momenti fortemente significativi, che hanno testimoniato il bisogno di tantissime persone di ancorare la propria esistenza alla speranza che non delude e di ritrovare quelle certezze che danno senso alla vita, valori questi che l'estate ci può aiutare a riscoprire e approfondire.
Questa stagione, inoltre, si situa nello speciale Anno dell'Eucaristia, che ha visto le nostre Chiese celebrare a Bari il XXIV Congresso Eucaristico Nazionale, con l'impegno di rinnovare oggi la coraggiosa professione di fede dei martiri di Abitene e di tanti altri cristiani lungo la storia della Chiesa: "Senza la Domenica non possiamo vivere!".
La Domenica, come scrivono i Vescovi italiani, è infatti "giorno del Signore, della sua Pasqua per la salvezza del mondo, di cui l'Eucaristia è memoriale, origine della missione; giorno della Chiesa, esperienza viva di comunione condivisa tra tutti i suoi membri, irradiata su quanti vivono nel territorio della parrocchia [e in ogni altro spazio che frequentiamo]; giorno dell'uomo, in cui la dimensione della festa svela il senso del tempo e apre il mondo alla speranza" (Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, n. 8).
Per questo, la Domenica costituisce come il paradigma di tutta l'estate.

La sfida che ci attende è, dunque, di vivere una Domenica, un "Giorno del Signore" lungo tutta una estate.

 

Siamo allora tutti invitati a far sì che l'Eucaristia della Domenica sia davvero il cuore vivo e palpitante di tutta la nostra estate.

Proprio perché liberi da altri impegni, a quella domenicale aggiungiamo la partecipazione alla Messa anche in qualche altro giorno della settimana.

E perché il nostro sia "un 'Giorno del Signore' lungo tutta una estate", il nostro anno di lavoro e di fatica sfoci nell'incontro con Dio, per esprimergli il ringraziamento e la gioia di aver goduto dei frutti della terra, dei prodotti dell'ingegno dell'uomo, della solidarietà e della collaborazione che ci costruisce come famiglia umana incamminata a fare "cieli nuovi e una nuova terra", di cui l'Eucaristia è il segno e la risorsa.
La condivisione, l'incontro e l'attenzione piena di amore per ogni persona che incontriamo dia senso ad ogni nostra giornata e faccia della nostra estate un autentico e prolungato "giorno della Chiesa".

A tale proposito, valorizziamo la possibilità di rapporti brevi più intensi in famiglia e viviamo l'incontro con mondi nuovi e con altre culture con quello spirito da figli di Dio che sanno di beneficiare della ricchezza che il Padre semina lungo i sentieri della vicenda di ogni uomo e donna.

E lasciamo che tutto questo abbia a dilatare gli spazi del nostro amore e del nostro servizio ai fratelli, con una attenzione privilegiata per coloro che hanno maggiormente bisogno.
Non manchino veri e propri momenti di riposo, nei quali liberarci dalla schiavitù di una indebita assolutizzazione del lavoro e del profitto.

Godiamo, se ne abbiamo la possibilità, del creato, della sua bellezza e dei suoi beni.

Diamo spazio anche a forme di sano divertimento e a momenti di relazioni gratuite.

E tutto questo concorra a dare alla nostra estate anche la dimensione della festa, di una festa radicata nella gioia cristiana della comunione con Dio.

 

Alle famiglie vorrei suggerire la visita a qualche Santuario, la sosta di alcuni giorni nei monasteri per momenti di condivisione spirituale, un soggiorno in quelle "case per ferie" che curano l'accoglienza fraterna, attente ai bisogni di serenità e di riservatezza che le nostre famiglie ricercano per una vacanza positiva e salubre per l'anima.
Per i giovani - oltre alla possibile partecipazione ai campi scuola e di lavoro e alle iniziative delle Aggregazioni ecclesiali, degli Istituti missionari e delle Caritas - prezioso sarà l'appuntamento della XX Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia.

Insieme con tanti altri giovani e con la presenza del papa Benedetto XVI, porranno l'Eucaristia al centro, raccogliendo così la sfida della missione che viene dall'incontro con il Signore Gesù, da loro cercato e adorato.
A tutte le comunità cristiane rivolgo l'invito a orientare i propri fedeli a non "dimettere" la fede in tempo di vacanza, ma a divenire testimoni e missionari di quei valori umani e cristiani che sono il "sale" e la "luce" in una cultura sempre meno intrisa di fermento evangelico.
E per quanti avranno la fortuna di trascorrere qualche periodo in montagna, lontani da casa, non manchi l'occasione di una sosta d'adorazione in tante piccole chiese solitarie, entro radure di silenzio e di pace, per un colloquio di preghiera col "Dio con noi" troppo spesso dimenticato.

 

Buona estate a tutti!

+ Dionigi card. Tettamanzi
Arcivescovo di Milano