Le caricature su Maometto
http://www.asianews.it/view.php?l=it&art=5286
interessante articolo di Samir Khalil Samir,
sj
Un occasione per chiarire alcuni aspetti del nostro rapporto
Occidente – Oriente.
L’occidente
Nell’occidente la libertà di parola e di opinione è un fatto positivo. Una società democratica
deve essere basata su tali libertà . Dove vi è libertà vi sono anche degli
eccessi. Ma è meglio non limitare la libertà a causa degli eccessi. Ora,
scrivere ed avere opinioni sulle religioni fa parte delle democrazia
occidentale. Di solito in occidente tale libertà viene usata al 90% verso la
religione cristiana. Se si mettono insieme tutte le sciocchezze che la sola
stampa italiana dice sul cristianesimo in una settimana, potremmo pubblicare un
libro. Questo esclude l’idea che nel caso delle vignette l’Islam è preso di
mira in modo specifico: si tratta in realtà dell’uso normale della libertà di
stampa, un frutto talvolta amaro della democrazia.
L’Islam
Nel mondo arabo-musulmano, tutto ciò che
tocca la religione è considerato tabù. Vorrei dare un esempio. Due giorni fa,
al parlamento libanese, un deputato cristiano, Nicholas Fattoush, noto per
essere un grande oratore, ha citato il patriarca Giuseppe, il figlio di
Giacobbe venduto dai fratelli ai mercanti, per mettere in luce alcuni problemi
della sicurezza in Libano. Alla fine ha esclamato più o meno così: “O santo
Giuseppe, vieni e liberaci da questa situazione in cui la gente è maltrattata
come tu sei stato maltrattato…”. A questo punto un parlamentare degli
Hezbollah, considerato uno dei più moderati, ha chiesto che la frase venga
tolta dal verbale dell’incontro perché “non è permesso parlare in questo modo
dei profeti”. E ha continuato finché Fattoush ha risposto: “Anche per me Giuseppe è un profeta,
ma usavo quell’immagine per esprimere un concetto!”. Il parlamentare Hezbollah
è stato fermo nel richiedere la cancellazione della frase dal verbale.
Due anni fa il più famoso regista arabo,
l’egiziano Joseph Chahine, ha fatto un film su Giuseppe, ma la censura lo ha
vietato perché “non si può rappresentare i profeti”. Alcuni anni fa un suo film
su Averroé è stato premiato a Cannes. Per l’Islam, dunque, tutto ciò che è
religioso è tabù.
Libertà di stampa e governi
La libertà di stampa in occidente significa
che vi è una distinzione chiara fra la stampa e i governi: il fatto che i
governi lascino stampare qualcosa, non significa che l’appoggino. Sarebbe ora
che i governi non occidentali, specie i musulmani, capiscano questa
distinzione. Altrimenti noi arabi non ce la faremo mai ad entrare nel mondo
moderno. Si può criticare, ma allora si manda una lettera al giornale, al
direttore, si cita in giudizio, secondo le norme del paese in cui è stata
pubblicata la vignetta o l’articolo. Ma cosa c’entra richiamare l’ambasciatore,
boicottare i prodotti danesi e norvegesi; espellere i cittadini danesi e norvegesi
dai paesi arabi; addirittura licenziare il direttore di una testata. Fra
l’altro, il proprietario di France Soir [il giornale il cui direttore è
stato licenziato per aver pubblicato le vignette – ndr] deve essere un arabo
cristiano, a giudicare dal nome, Rami Lakkah. La famiglia Lakkah è di
tradizione greco-cattolica.
Questo è un vero e proprio ricatto. Anche se
le vignette fossero sconvenienti, vale la pena dibattere in tribunale, non
combattere una battaglia con armi diplomatiche. E’ essenziale per noi arabi
capire che questo è una caratteristica dell’occidente moderno.
Certo l’occidente può ripensare un po’ di più
ai suoi eccessi, imparando dal mondo islamico. Ma occorre anche che il mondo
musulmano usi i mezzi legali per combattere le sue battaglie, non i ricatti
diplomatici. Come ho già detto, questo episodio rischia di far vedere ancora di
nuovo l’Islam come oscurantista, arretrato, incapace di vivere nella modernità,
aprendo lo spazio a un vero e proprio conflitto di civiltà.
I problemi dell’Islam
L’Islam attuale soffre di una specie di
complesso di persecuzione, si pensa attaccato da tutto il mondo In tal modo, la
minima cosa prende un valore e un peso che non ha. Nessuno avrebbe conosciuto
queste caricature se i musulmani non avessero fatto loro tutta questa
pubblicità!
Le manifestazioni, i boicottaggi sono
espressione di populismo… Sono certo che molti musulmani, pur non apprezzando
le caricature, non approvano questo stile da scandalo nazional-religioso.
In questo caso sono i governi ad essere più
realisti del re, più integristi degli integristi. Penso che in tal modo essi
cercano di far dimenticare i problemi interni, sollevando queste polemiche
inutili con l’esterno. Sanno anche che per manipolare il popolo ci vuole molto
poco. Purtroppo tutto questo fa emergere l’aspetto più primitivo dell’islam.
La mia impressione è che i danesi abbiamo
mancato di tatto. Ma queste risposte dell’Islam, con minacce e ricatti sono
pazzesche.
Scomodare l’Onu per
bloccare ogni irrisione verso la religione, per delle caricature è davvero
eccessivo: è segno del trauma vissuto dal mondo islamico. E più si vogliono
mostrare potenti ed efficaci, più spingono la gente a schierarsi conto di loro.
Per mostrare quanto contano nella comunità internazionale, i 57 paesi islamici
hanno risposto alle vignette con la forza e la potenza. In realtà, l’unica cosa
che ottengono è la crescita del rigetto dell’Islam.