La crocifissione

 

 

Incamminiamoci in questo percorso quaresimale con gli occhi fissi alla crocifissione di Gesù.

 

Il nostro non può essere un cammino scomposto, una corsa affannosa tra un fatto e un altro. E’ un cammino nella fede, nella riflessione personale, nella ricerca di un cambiamento di vita che ci unisca di più a Gesù.

 

La Crocifissione che Giotto ha dipinto nella Cappella degli Scrovegni, a Padova, ci può aiutare.

 

La scena è drammatica: racconta di una persona appesa alla Croce, morente; ma il sentimento che trasmette è sereno, pacato, il ritmo delle immagini è lento, concatenato.

 

Il sentimento intenso, lo strazio, appaiono dai volti sofferenti dei protagonisti, ma non producono angoscia, rivelano piuttosto una dimensione universale dell’umanità che unisce gli uomini a Dio .

 

L’uomo Cristo è solo sulla Croce, ma la compartecipazione accanto a lui è totale, del cielo e della terra. La fragilità umana non può che rifugiarsi in Cristo per trovare forza.

 

Non esistono ribellioni che getterebbero nella disperazione, il peccato viene cancellato dalla misericordia di Dio ed il dolore umano acquista senso nella speranza e nella promessa.

 

Se uno mi vuol servire, mi segua e, dove sono io, là sarà anche il mio servo”.