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Si cercano 8 mila
volontari per
SYDNEY,
venerdì, 17 agosto 2007 (ZENIT.org).-
Si cercano otto mila giovani volontari per
L'appello arriva dal comitato organizzatore del mega-raduno di giovani in
Australia al quale accorrerà mezzo milione di pellegrini da tutto il mondo.
L'invito è rivolto sia ai giovani australiani che a
quelli degli altri Paesi, e per chi lo desiderasse è possibile iscriversi sul
sito web: www.wyd2008.org/volunteer.
“I volontari sono una componente fondamentale alla realizzazione di ogni grande
evento”, afferma Danny Casey,
Direttore esecutivo della GMG08, in un comunicato recapitato a ZENIT.
“Stiamo cercando più di 8.000 volontari che ci possano aiutare in settori come
l'organizzazione, la gestione della folla, il customer
service, il supporto linguistico e le traduzioni, la
gestione del personale, l'accoglienza, il catering,
l'alloggio, la produzione, le comunicazioni, la liturgia e l'evangelizzazione”,
prosegue Casey.
Tutti i volontari dovranno avere più di 18 anni e potranno iscriversi per più
di una posizione: per la settimana precedente
Ai volontari verrà offerta l'opportunità di vivere
l'incontro dei giovani con il Papa, oltre all'assistenza nel coprire le spese
per il trasporto pubblico, i pasti e l'alloggio, se necessari.
Recentemente Benedetto XVI ha diffuso il Messaggio
che prepara i giovani del mondo a questo evento
ecclesiale.
[Per maggiori informazioni, consultare la pagina ufficiale plurilingue della
GMG: www.wyd2008.org]
ZI07072101 - 21/07/2007
Permalink: http://zenit.org/article-11490?l=italian
Messaggio del
Papa per
CITTA’ DEL VATICANO, sabato, 21 luglio 2007 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di
seguito il Messaggio che Benedetto XVI ha inviato ai giovani di tutto il mondo
in preparazione alla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, che si terrà a
Sydney dal 15 al 20 luglio 2008 sul tema: "Avrete forza dallo Spirito
Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni" (At 1,8):
*
* *
Cari
giovani!
1.
Ricordo sempre con grande gioia i vari momenti
trascorsi insieme a Colonia, nell'agosto 2005. Alla fine di quell'indimenticabile
manifestazione di fede e di entusiasmo, che resta
impressa nel mio spirito e nel mio cuore, vi ho dato appuntamento per il
prossimo incontro che si terrà a Sydney, nel 2008. Sarà
2. La promessa dello Spirito Santo nella Bibbia
L'attento ascolto della Parola di Dio a riguardo del mistero e dell'opera dello
Spirito Santo ci apre a conoscenze grandi e stimolanti
che riassumo nei punti seguenti. Poco prima della sua ascensione, Gesù disse ai discepoli: «Manderò su di voi quello che il
Padre mio ha promesso» (Lc 24,49). Ciò si realizzò
nel giorno della Pentecoste, quando essi erano riuniti in preghiera nel
Cenacolo con
In effetti, fin dalle prime pagine
Nella "pienezza del tempo" (cfr Gal 4,4),
l'angelo del Signore annuncia alla Vergine di Nazaret
che lo Spirito Santo, "potenza dell'Altissimo", scenderà e stenderà
su di lei la sua ombra. Colui che ella partorirà sarà
dunque santo e chiamato Figlio di Dio (cfr Lc 1,35). Secondo l'espressione del profeta Isaia, il
Messia sarà colui sul quale si poserà lo Spirito del Signore (cfr 11,1-2; 42,1). Proprio questa
profezia Gesù riprese all'inizio del suo
ministero pubblico nella sinagoga di Nazaret: «Lo Spirito del Signore - Egli disse fra lo stupore dei presenti -
è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per
annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la
liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e
predicare un anno di grazia del Signore» (Lc 4,18-19;
cfr Is 61,1-2).
Rivolgendosi ai presenti, riferirà a se stesso queste parole
profetiche affermando: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi
avete udita con i vostri orecchi» (Lc 4,21). Ed ancora, prima della sua morte in croce, annuncerà più volte ai
discepoli la venuta dello Spirito Santo, il "Consolatore", la cui
missione sarà quella di rendergli testimonianza e di assistere i credenti,
insegnando loro e guidandoli alla Verità tutta intera (cfr
Gv 14,16-17.25-26; 15,26; 16,13).
3.
La sera del giorno della sua risurrezione Gesù,
apparendo ai discepoli, «alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito
Santo"» (Gv 20,22). Con ancor più forza
lo Spirito Santo scese sugli Apostoli il giorno della Pentecoste: «Venne
all'improvviso dal cielo un rombo - si legge negli Atti degli Apostoli -
come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta
la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si
dividevano e si posarono su ciascuno di loro» (2,2-3).
Lo Spirito Santo rinnovò interiormente gli Apostoli, rivestendoli di una
forza che li rese audaci nell'annunciare senza paura: «Cristo è morto e
risuscitato!». Liberi da ogni timore essi iniziarono a
parlare con franchezza (cfr At 2,29; 4,13;
4,29.31). Da pescatori intimoriti erano diventati araldi coraggiosi del
Vangelo. Persino i loro nemici non riuscivano a capire come mai uomini
«senza istruzione e popolani» (cfr At
4,13) fossero in grado di mostrare un simile coraggio e sopportare le
contrarietà, le sofferenze e le persecuzioni con gioia. Niente poteva fermarli.
A coloro che cercavano di ridurli al silenzio
rispondevano: «Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20). Così nacque
4. Lo Spirito Santo, anima della Chiesa e principio di comunione
Ma per comprendere la missione della Chiesa dobbiamo tornare nel Cenacolo dove
i discepoli restarono insieme (cfr Lc 24,49), pregando con Maria, la
"Madre", in attesa dello Spirito promesso. A
quest'icona della Chiesa nascente ogni comunità
cristiana deve costantemente ispirarsi. La fecondità apostolica e missionaria
non è principalmente il risultato di programmi e metodi pastorali sapientemente
elaborati ed "efficienti", ma è frutto dell'incessante preghiera
comunitaria (cfr Paolo VI, Esort.
apost. Evangelii nuntiandi, 75). L'efficacia della missione presuppone,
inoltre, che le comunità siano unite, abbiano cioè «un
cuore solo e un'anima sola» (cfr At 4,32), e siano
disposte a testimoniare l'amore e la gioia che lo Spirito Santo infonde nei
cuori dei fedeli (cfr At 2,42). Il Servo di Dio
Giovanni Paolo II ebbe a scrivere che prima di essere
azione, la missione della Chiesa è testimonianza e irradiazione (cfr Enc. Redemptoris
missio, 26). Così avveniva all'inizio del
cristianesimo, quando i pagani, scrive Tertulliano, si
convertivano vedendo l'amore che regnava tra i cristiani: «Vedi - dicono - come
si amano tra loro» (cfr Apologetico, 39 § 7).
Concludendo questo rapido sguardo alla Parola di Dio
nella Bibbia, vi invito a notare come lo Spirito Santo sia il dono più alto di
Dio all'uomo, quindi la testimonianza suprema del suo amore per noi, un amore
che si esprime concretamente come "sì alla vita" che Dio vuole per
ogni sua creatura. Questo "sì alla vita" ha la sua forma piena in Gesù di Nazaret e nella sua
vittoria sul male mediante la redenzione. A questo proposito non dimentichiamo
mai che l'Evangelo di Gesù, proprio in forza dello
Spirito, non si riduce ad una pura constatazione, ma vuole diventare
"bella notizia per i poveri, liberazione per i
prigionieri, vista ai ciechi...". E’ quanto si manifestò con vigore il
giorno di Pentecoste, diventando grazia e compito della Chiesa verso il mondo,
la sua missione prioritaria.
Noi siamo i frutti di questa missione della Chiesa per opera dello
Spirito Santo. Noi portiamo dentro di noi quel sigillo dell'amore del Padre in Gesù Cristo che è lo
Spirito Santo. Non dimentichiamolo mai, perché lo Spirito del Signore si
ricorda sempre di ciascuno e vuole, mediante voi giovani in particolare,
suscitare nel mondo il vento e il fuoco di una nuova Pentecoste.
5. Lo Spirito Santo "Maestro interiore"
Cari giovani, anche oggi lo Spirito Santo continua dunque ad agire con potenza
nella Chiesa e i suoi frutti sono abbondanti nella misura in cui siamo disposti
ad aprirci alla sua forza rinnovatrice. Per questo è importante che ciascuno di
noi Lo conosca, entri in rapporto con Lui e da Lui si lasci
guidare. Ma a questo punto sorge naturalmente una
domanda: chi è per me lo Spirito Santo? Non sono infatti
pochi i cristiani per i quali Egli continua ad essere il "grande
sconosciuto". Ecco perché, preparandoci alla prossima
Giornata Mondiale della Gioventù, ho voluto invitarvi ad approfondire la
conoscenza personale dello Spirito Santo. Nella nostra professione di
fede proclamiamo: «Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio» (Simbolo di Nicea-Costantinopoli). Sì, lo Spirito Santo, Spirito
d'amore del Padre e del Figlio, è Sorgente di vita che ci santifica, «perché
l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo
che ci è stato dato» (Rm
5,5). Tuttavia non basta conoscerLo;
occorre accoglierLo come guida delle nostre anime,
come il "Maestro interiore" che ci introduce nel Mistero trinitario,
perché Egli solo può aprirci alla fede e permetterci di viverla ogni giorno in
pienezza. Egli ci spinge verso gli altri, accende in noi il fuoco dell'amore,
ci rende missionari della carità di Dio.
So bene quanto voi giovani portiate nel cuore grande
stima ed amore verso Gesù, come desideriate incontrarLo e parlare con Lui. Ebbene ricordatevi che
proprio la presenza dello Spirito in noi attesta, costituisce e costruisce la
nostra persona sulla Persona stessa di Gesù crocifisso e risorto. Rendiamoci dunque familiari dello
Spirito Santo, per esserlo di Gesù.
6. I Sacramenti della Confermazione e dell'Eucaristia
Ma - direte - come possiamo lasciarci rinnovare dallo Spirito Santo e crescere
nella nostra vita spirituale? La risposta - lo sapete - è: lo
si può per mezzo dei Sacramenti, perché la fede nasce e si irrobustisce
in noi grazie ai Sacramenti, innanzitutto a quelli dell'iniziazione cristiana:
il Battesimo,
Vi invito perciò a riflettere su quanto qui vi scrivo. Oggi è particolarmente
importante riscoprire il sacramento della Confermazione e ritrovarne il valore
per la nostra crescita spirituale. Chi ha ricevuto i sacramenti del Battesimo e
della Confermazione ricordi che è diventato "tempio dello Spirito":
Dio abita in lui. Sia sempre cosciente di questo e faccia sì che il tesoro che
è in lui porti frutti di santità. Chi è battezzato, ma
non ha ancora ricevuto il sacramento della Confermazione, si prepari a
riceverlo sapendo che così diventerà un cristiano
"compiuto", poiché
La Confermazione ci dona una forza speciale per testimoniare e
glorificare Dio con tutta la nostra vita (cfr Rm 12,1); ci rende intimamente consapevoli della nostra
appartenenza alla Chiesa, "Corpo di Cristo", del quale tutti siamo membra
vive, solidali le une con le altre (cfr 1 Cor
12,12-25). Lasciandosi guidare dallo Spirito, ogni battezzato può apportare il
proprio contributo all'edificazione della Chiesa grazie ai carismi che
Egli dona, poiché «a ciascuno è data una manifestazione particolare
dello Spirito per l'utilità comune» (1 Cor
12,7). E quando lo Spirito agisce reca nell'animo i
suoi frutti che sono «amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà,
fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). A quanti tra voi non hanno ancora
ricevuto il sacramento della Confermazione rivolgo il
cordiale invito a prepararsi ad accoglierlo, chiedendo l'aiuto dei loro
sacerdoti. E' una speciale occasione di grazia che il Signore vi offre: non
lasciatevela sfuggire!
Vorrei qui aggiungere una parola sull'Eucaristia. Per
crescere nella vita cristiana, è necessario nutrirsi del Corpo e Sangue di
Cristo: infatti, siamo battezzati e confermati in vista dell'Eucaristia (cfr CCC, 1322; Esort. apost. Sacramentum caritatis, 17). "Fonte e culmine" della vita
ecclesiale, l'Eucaristia è una "Pentecoste perpetua", poiché ogni
volta che celebriamo
7. La necessità e l'urgenza della missione
Molti giovani guardano alla loro vita con apprensione e si pongono tanti
interrogativi circa il loro futuro. Essi si chiedono preoccupati: Come
inserirsi in un mondo segnato da numerose e gravi ingiustizie e sofferenze?
Come reagire all'egoismo e alla violenza che talora sembrano prevalere? Come
dare senso pieno alla vita? Come contribuire perché i frutti dello Spirito che
abbiamo sopra ricordato, "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza,
bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé" (n. 6), inondino questo mondo
ferito e fragile, il mondo dei giovani anzitutto? A
quali condizioni lo Spirito vivificante della prima creazione e soprattutto
della seconda creazione o redenzione può diventare
l'anima nuova dell'umanità? Non dimentichiamo che quanto più è grande il dono
di Dio - e quello dello Spirito di Gesù è il massimo
- altrettanto è grande il bisogno del mondo di riceverlo e dunque grande ed
appassionante è la missione della Chiesa di darne testimonianza credibile. E voi giovani, con
Qualcuno pensa che presentare il tesoro prezioso della fede alle persone che
non la condividono significhi essere intolleranti verso di loro, ma non è così,
perché proporre Cristo non significa imporlo (cfr Evangelii nuntiandi, 80). Del
resto, duemila anni or sono dodici Apostoli hanno dato
la vita affinché Cristo fosse conosciuto e amato. Da allora il Vangelo continua
nei secoli a diffondersi grazie a uomini e donne animati
dallo stesso loro zelo missionario. Pertanto, anche oggi occorrono discepoli di
Cristo che non risparmino tempo ed energie per servire
il Vangelo. Occorrono giovani che lascino ardere dentro di sé l'amore di Dio e
rispondano generosamente al suo appello pressante, come hanno fatto tanti
giovani beati e santi del passato e anche di tempi a noi vicini. In
particolare, vi assicuro che lo Spirito di Gesù oggi
invita voi giovani ad essere portatori della bella notizia di Gesù ai vostri coetanei. L’indubbia fatica degli adulti di
incontrare in maniera comprensibile e convincente l'area giovanile può essere
un segno con cui lo Spirito intende spingere voi giovani a farvi carico di
questo. Voi conoscete le idealità, i linguaggi, ed anche le ferite, le attese,
ed insieme la voglia di bene dei vostri coetanei. Si apre il vasto mondo degli
affetti, del lavoro, della formazione, dell’attesa, della sofferenza
giovanile... Ognuno di voi abbia il coraggio di promettere allo Spirito Santo
di portare un giovane a Gesù Cristo, nel modo che
ritiene migliore, sapendo "rendere conto della speranza che è in lui, con
dolcezza" (cfr
Ma per raggiungere questo scopo, cari amici, siate santi, siate
missionari, poiché non si può mai separare la santità dalla missione
(cfr Redemptoris missio, 90). Non abbiate paura di diventare santi
missionari come san Francesco Saverio, che ha percorso l'Estremo Oriente
annunciando
8. Invocare una "nuova Pentecoste" sul mondo
Cari giovani, vi attendo numerosi nel luglio
Vi invito a dedicare tempo alla preghiera e alla
vostra formazione spirituale in quest'ultimo tratto
del cammino che ci conduce alla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù,
affinché a Sydney possiate rinnovare le promesse del vostro Battesimo e della
vostra Confermazione. Insieme invocheremo lo Spirito
Santo, chiedendo con fiducia a Dio il dono di una rinnovata Pentecoste per
Ricordate:
Da Lorenzago, 20 luglio 2007
BENEDICTUS PP. XVI
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