Riassettando libri e carte ed appunti dopo i cinque incontri su San Tommaso Moro, mi salta agli occhi un appunto:

"Il miracolo del lenzuolo".

Ed è stata una folgorazione, quasi una risposta cercata e finalmente arrivata.

 

Eh, sì, perchè in ultimo avevamo ripercorso con Sir Thomas i passi di corsa di quel ragazzo del Vangelo di Marco che fugge nudo dai persecutori di Gesù lasciando loro il lenzuolo (appunto) di cui era vestito.

E in quei passi Sir Thomas, negli ultimi momenti della sua prigionia nella Torre di Londra prima dell'esecuzione capitale, vede il buon discepolo, infiammato d'amore per il Maestro, che sfugge facilmente dagli artigli del male perchè non è attaccato a nulla di sé, nemmeno al suo stesso corpo, che è per l'anima come un vestito. E come un prudente serpente, abbandona la sua vecchia pelle strofinandola tra i rovi della tribolazione per ricevere una nuova livrea.

In queste riflessioni sul Vangelo della Passione abbiamo riconosciuto l'animo di Sir Thomas, anch'esso infiammato d'amore per il buon Signore, impaziente di contemplarne il Volto.

Ed ecco, il suo buon umore (che non lo abbandonò fino all'ultimo istante) viene contraccambiato da nostro Signore con un episodio che qualcosa di umoristico ce l'ha anch'esso.

Occorre ricordare che prima dell'esecuzione, Sir Thomas voleva indossare i begli abiti che il suo buon amico, Antonio Bonvisi, gli aveva fornito (insieme a tutto il sostegno possibile). Ma glielo impedirono, per via della considerazione che gli abiti del condannato appartenevano di diritto al boia, che non meritava simile dono.

E andò al martirio vestito d'un abito povero e dimesso.

E qui la storia del lenzuolo. La figlia Meg (che non aveva potuto assistere all'esecuzione, per divieto del Re imposto a tutti i familiari) quella mattina (il 6 luglio 1535) aveva svuotato tutto il suo borsellino in elemosine ai poveri. Il Luogotenente della Torre le aveva promesso di concederle il corpo del padre per la sepoltura, ma lei non aveva preso, per la fretta, il necessario lenzuolo. Nell'angustia del momento, la domestica Dorothy Colley (che racconterà direttamente a Thomas Stapleton cinquant'anni più tardi l'episodio) le suggerisce di acquistare a credito il telo occorrente da una delle botteghe della zona: ma le faranno credito, visto che qui non sono conosciute da nessuno? La disinvolta domestica, anch'ella a digiuno di denari, s'incarica di far la sceneggiata, entrando in una bottega e facendosi mostrare il lino occorrente; contratta il prezzo e, facendo finta di metter mano alla borsa per tirar fuori il denaro (per sostenere che "inaspettatamente" era priva di denaro, ma che, se il negoziante le faceva credito, sarebbe tornata con il denaro), oh sorpresa!, vi trova esattamente l'importo pattuito, non un penny di più un penny di meno.

Così Sir Thomas ebbe il lenzuolo funebre che servì alla sua sepoltura; non so se fu un miracolo, ma si riconosce la concretezza della Provvidenza di Dio che non manca di assistere i suoi figli: a lui che lasciò il suo corpo come quel ragazzo del Vangelo il suo lenzuolo, il Padre che è nei cieli non fece mancare un segno di riguardo per quel corpo così preziosamente donato.

Addio, Sir Thomas, sarà un piacere immenso conversare con te, passeggiando nei giardini del Cielo.

Prega per noi, perché possiamo imitarti e ispirarci a te per l'enorme amore donato con la soavità di un cuore sorridente.