In Bangladesh
cristiani e musulmani si incontrano
Un
incontro jnaspettato che è stato molto fruttuoso e
quindi piacevole.
Il 18
Aprile scorso, 40 musulmani e 40 leaders di comunità cristiane
si sono incontrati in una sala della prestigiosa
Università di Dhaka per parlare sulla lettera aperta
che 138 esperti musulmani hanno scritto al Papa e ai responsabili delle varie
comunità cristiane.
I 40
musulmani erano guidati dal Prof. Kazi
Nurul Islam, Direttore del Dipartimento di Religioni
Comparate dell’Università di Dhaka.
Facevano parte del gruppo moltissimi professori di Università
e persone influenti nel gruppo musulmano con impegni di istruzione e coscientizzazione fra i musulmani bengalesi,
specie i giovani.
Fra i cristani c’erano alcuni vescovi cattolici, un vescovo anglicano, molti preti cattolici e anglicani, leaders di vari gruppi protestanti presenti in Bangladesh e persone impegnate nel sociale nel gruppo dei
cristiani.
Nella
giornata di studio, i relatori dei due gruppi hanno parlato del tema “Amare Dio
e amare il prossimo”, sottolineando come i due
atteggiamenti-valori sono molto presenti nelle due religioni.
Il P. Birbol Halder ha parlato della grande occasione che ci viene data di promuovere in maniera piu’ profonda l’armonia fra noi bengalesi
pur credendo in religioni diverse.
Il
momento, però più interessante è stato quello dei gruppi di studio che erano
composti da musulmani e cristiani.
Ai
gruppi di studio, è stato dato molto tempo perciò abbiamo parlato liberamente
della situazione sociale e religiosa del Bangladesh e
dell’impegno che abbiamo noi di conservare e rendere cosciente l’armonia che
fra i vari gruppi religiosi
(Musulmani, Indu’ Buddisti e Cristiani
) c’è già in questo paese.
E’
stato uno sharing sincero e profondo che ha chiarito
alcuni malintesi che ci sono nel paese fra musulmani e
cristiani.
Uno dei
tanti che spessissimo si sente dire è che i cristiani per convertire i poveracci
musulmani si prodigano a dare loro molti soldi. Mostrano il lucicchio
della moneta per convertire.
Mi ha
colpito l’atteggiamento del Prof Kazi Nurul Islam: egli stesso ha aiutato gli studenti del
dipartimento a servire a tavola noi partecipanti. Un
atteggiamento nuovo che generalmente non si trova nel mondo e tanto più’ in Bangladesh. Una
persona così altolocata nell’Università che si tira su le maniche e porta i piatti
a tavola, non la si trova tutti i giorni.
Prima
di concludere la giornata, abbiamo prima di tutto
lodato l’iniziativa dei 138 leaders musulmani che ha
trovato una risposta positiva fra i cristiani e ha fatto nascere proposte
concrete per proseguire nel dialogo intereligioso.
Sono
state lodate anche tante
organizzazioni che creano incontri tra i fedeli di religioni diverse in Bangladesh.
Abbiamo deciso di
-
Creare ancora di più degli incontri per fare conoscere la
religione degli altri gruppi che ci sono nella nazione. In Bangladesh
un gruppo religioso conosce ben poco del credo degli altri, conosce le modalità
delle loro feste, le tradizioni ma non il perché di esse
e il credo che esse esprimono. Ci si conosce ma a livello superficiale.
-
Caldeggiare la proposta di chiedere al governo di far inserire nei
libri scolastici di religione, un capitolo sulle altre più importanti religioni
presenti nel paese. In questo paese ogni gruppo ha il suo libro scolastico di
religione.
-
Organizzare assieme, musulmani e cristiani, specie per i giovani
gruppi di studio per far conoscere la religione dell’altro gruppo.
-
Organizzare qualche attività di aiuto verso i piu’ poveri in cui giovani di religione diverse lavorano
insieme.
-
Creare un Website sul dialogo intereligioso
in Bangladesh.
-
Creare un gruppo di coordinamento e lavoro fra le due istituzioni che hanno
organizzato questo incontro: il Dipartimento di
Religioni Comparate dell’Università di Dhaka e
Nel
lasciare la sala, nell’attesa di rivederci, ci siamo detti
che ognuno di noi deve sentirsi impegnato nel creare una mentalità di dialogo
fra i vari gruppi religiosi del Bangladesh.
Fr. Mimmo Pietanza