i laici, testimoni del Risorto

 

Giovedì 22 maggio nell’Aula Magna del Politecnico, si è tenuta l’Assemblea del laicato della diocesi di Bari.. Ha presieduto il nostro Arcivescovo mons. Cacucci ed ha parlato ai laici intervenuti il prof. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di s. Egidio, sul tema “I laici, testimoni del Risorto”.

Il nostro, non è un tempo facile! E’ un tempo di esproprio della nostra identità. Insicurezza, immigrazione, compenetrazione di commerci da aree geografiche molto lontane e competitive, apparente abbandono di valori che davano compattezza al pensare comune. Tutti sembrano spaesati dal disorientamento degli scenari del mondo. In tutti si sente un ripiegamento di fronte ad una forte paura del futuro. Tutti percepiscono che non sarà un pacchetto di misure legislative a dare sicurezza contro la criminalità ed a placare la fame di certezze che il relativismo ha rafforzato. Anche gli analisti del nostro tempo calcano la mano con facili proclami di sventura, ma vendendo con successo i loro libri.

Anche i discepoli di Gesù nel giorno di Pasqua si trovavano in queste condizioni. Basta ricordare i due discepoli di Emmaus. Delusi dalla conclusione drammatica del “Caso Gesù Cristo”, abbandonano Gerusalemme per tornare al loro paesino ed alle loro piccole sicurezze. Ed è sulla strada, che si accompagna a loro il Divino Viandante. Sono tristi e non hanno parole! Per essi la Pasqua non è venuta! In un’epoca di “tristi passioni”, qual è la nostra, che ha fatto della ‘conoscenza’ la sua bandiera, si constata come proprio la conoscenza ha un limite, non dà certezze! Eppure nel paradiso di Eden era stato detto “non mangerai dell’albero della conoscenza del bene e del male!” Dall’esaltazione dell’onnipotenza dell’uomo nella storia, siamo alla constatazione della sua impotenza. “L’uomo non può costruire la storia!” ripete oggi uno scrittore molto accorsato ed auspica un ritorno dal cristianesimo al mondo greco pagano! Niente di nuovo sotto il sole! Si rifiuta il Nuovo, il Vero Nuovo per un discorso ormai morto. I due discepoli percepiscono che il Viandante non è daccordo con loro. E tuttavia sentono vibrare in Lui qualcosa che già hanno provato. Nelle sue parole la Scrittura parla, è viva e riscalda il loro cuore. Lo invitano a fermarsi con loro, perché la notte è vicina... Lo riconoscono quando spezza il pane! Pochi giorni prima era avvenuta la stessa cosa davanti ai loro occhi. Lo Spirito apre i loro occhi! La Parola e l’Eucarestia mostrano la divina Presenza. Sono in molti a dire che il nostro tempo è dominato da Gesù Risorto. Lo dice la Chiesa, il Vangelo, Gesù stesso. I due discepoli si sentono rimproverare da questo straniero. Ma sembra che siano sordi, ciechi! Anche la nostra risposta sembra essere sempre la stessa! Si,  va bene... ma... Egli ci parla. Ma noi ascoltiamo altri, ascoltiamo gli spiriti che si agitano dentro di noi! E siamo tristi, rimaniamo soli... non abbiamo risposta né per noi né per gli altri, assenti alla sua Presenza. Cerchiamo consolazione da tutti, dagli uomini, dai soldi, dalla legge...ma non da Lui.

Stolti e...tardi di cuore! Il 1900 è stato un secolo di martiri e di testimoni che sono stati in mezzo a noi! Diceva padre Turoldo: “Tra di noi hanno camminato dei profeti, papa Giovanni, don Mazzolari, don Milani, padre Pio, madre Teresa di Calcutta... e non ci siamo convertiti. Che vergogna per noi!” In Europa gli spazi del gratuito sono molto logorati. Ci stiamo allineando al mondo asiatico e al mondo africano, dove non c’è gratuità. E’ bene ricordare che la vita cristiana è tutta impregnata di gratuità, della Grazia dello Spirito. Ma sta impazzando la dipendenza, da tutto! Il mondo ha bisogno di donne e di uomini spirituali che portino speranza ai più poveri, non solo di pane. Si è uomini spirituali se si è amici della Bibbia. Diceva s. Giovanni Crisostomo ai suoi fedeli laici: “Voi avete bisogno della sacra Scrittura più dei monaci. Chi riceve ogni giorno delle ferite, ha bisogno ogni giorno del medico”. Ed il medico è nostro Signore Gesù Cristo. Egli parla nelle Scritture; è lì che ci aspetta. La parola di Dio è la parola su cui consumare i nostri occhi. Il cristianesimo non è morto. Il cristiano non è il resto del passato, ma la premessa di ciò che sarà un mondo più umano.    

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