Troppo timorosi?

 

di solito – quando spammiamo su indirizzi nuovi - scriviamo: “Abbiamo trovato il tuo indirizzo tra i destinatari di una mail che abbiamo ricevuto anche noi. Se ti abbiamo infastidito … rispondi “cancellami” e non lo faremo più.”

pier ci ha scritto: “Trovo che siate troppo timorosi...” il commento ci ha fatto un po' pensare: ci è sembrato un richiamo alla franchezza evangelica

poi ci ha scritto Paolo: Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

ok. grazie a tutti e due. 

 

a proposito di luce e di sale (il vangelo di questa domenica) leggiamo sulla newsletter di don Carmelo: Che compito arduo e nobile illuminare questo mondo così immerso nelle tenebre e darle sapore con il sale della nostra fede. Siamo illuminati e siamo luce. Il mondo ha diritto di ricevere luce da noi, noi siamo debitori di luce col mondo. Non si esauriscano mai le nostre riserve di luce. Possiamo ricaricarci nel donare luce. A quale altissima missione il Padre ci ha chiamato! Siamo gente che ha paura a fissare il sole, perché la sua luce ci abbaglia, gente che non ama distendere l’occhio sulla superficie sconfinata dell’oceano, perché siamo dei miopi, che non vuole spaziare con lo sguardo nel cielo,perché troppo vasto e troppo misterioso.            (Paolo VI)

 

Le minacce e il terrore crescono di giorno in giorno. Mi innalzo intorno la preghiera come un muro oscuro che offra riparo, mi ritiro nella preghiera come nella cella di un convento. Ne esco fuori più raccolta, concentrata e forte (Etty Hillesum)

 

vi segnaliamo un paio di articoli da http://www.benecomune.net :

La malattia delle città moderne - di Stefano Bartolini

assaggìno: ... La vita urbana è divenuta l’esempio paradigmatico del meccanismo di crescita economica. Un mondo in cui il silenzio, l’aria pulita, un bagno in un mare o in un fiume pulito, passeggiate piacevoli, divengono un privilegio dei luoghi incontaminati e dei paradisi tropicali è un mondo che tende a spendere risorse considerevoli per evadere dagli ambienti invivibili che ha costruito. Per far questo occorre lavorare e produrre di più e il risultato di questi ambienti invivibili è la crescita economica. Come per l’ambiente, per difenderci dal degrado delle condizioni relazionali possiamo sostenere delle spese che alimentano la crescita economica. Se la nostra rete di amicizie diviene scarsa e poco attraente o se la nostra città diviene troppo pericolosa per uscire, possiamo comprarci ogni sorta di divertimento casalingo (Tv satellitari, via cavo, play-stations, video, DVD, internet, ecc.) e passare le nostre serate in casa.
Originariamente le città furono pensate come punto di aggregazione. La piazza era lo spazio relazionale per eccellenza, ma l’evoluzione della città moderna ne ha drasticamente peggiorato la qualità. Le città oggi sono ambienti costruiti per lavorare e comprare e non per far incontrare la gente: offrono povertà di occasioni relazionali e di luoghi d’incontro a basso costo e parallelamente ricchezza di possibilità costose per il tempo libero per inseguire le quali dobbiamo disporre di denaro.

Lo trovate qui: http://www.benecomune.net/news2010.php?notizia=1253 

 

Cristiani e libertà religiosa. Il fallimento della società multiculturale in Europa

assaggìno: ... Da una prospettiva giuridico-istituzionale, Egitto, Iraq, Sudan, Libano, Turchia e Pakistan, sono Paesi ove l’islam si manifesta in forma totalizzante ed invasiva in seno alla società, perché è – come ricordano autorevolissimi studiosi della società politica islamica, quali i Proff.ri Padre Samir Khalil Samir e Padre Bormann – al tempo stesso società, Stato e religione. Da ciò discende l’assoluta intolleranza della società politica islamica, delle istituzioni legislative, della cultura in generale di quei Paesi nei confronti dei due perni fondamentali che animano la società civile occidentale: lo stato di diritto, che presuppone l’assoluta eguaglianza dei diritti e doveri di ogni persona entro lo Stato, e il modello democratico della rappresentanza politica che riconosce pari dignità a maggioranze e minoranze, in particolare religiose.

Lo trovate qui: http://www.benecomune.net/news2010.php?notizia=1251 

 

Il sito: http://www.associazionesanlazzaro.it

E questa newsletter è qui: http://www.associazionesanlazzaro.it/newsletter-2011/nl-0914-troppo_timorosi.html

 

Cineforum al campus? Non esageriamo (fantozzi docet). Piuttosto vediamoci per farefilò!

 

Sanlazzaro saluta tutti

 

 

alluppiamoci:

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