eclissi e ombre
Abstract dall’Angelus
“Se ci domandiamo:
perché la Quaresima? perché la Croce?, la risposta, in
termini radicali, è questa: perché esiste il male, anzi, il peccato, che
secondo le Scritture è la causa profonda di ogni male” .
“Ma questa affermazione non è affatto scontata, e la
stessa parola ‘peccato’ da molti non è accettata, perché presuppone una visione
religiosa del mondo e dell’uomo”:
“In effetti è vero: se si elimina Dio dall’orizzonte
del mondo, non si può parlare di peccato. Come quando si nasconde il sole,
spariscono le ombre; l’ombra appare solo se c’è il
sole; così l’eclissi
di Dio comporta necessariamente l’eclissi del peccato. Perciò il senso del peccato – che è
cosa diversa dal 'senso di colpa' come lo intende la
psicologia – si acquista riscoprendo il senso di Dio”.
“Di fronte al male morale l’atteggiamento di Dio è quello di
opporsi al peccato e salvare il peccatore”
“Per salvare l’umanità, Dio interviene: lo vediamo in tutta la storia del
popolo ebraico, a partire dalla liberazione
dall’Egitto. Dio è determinato a liberare i suoi figli dalla schiavitù per
condurli alla libertà. E la schiavitù più grave e più profonda è proprio quella del peccato”.
“Contro questo piano di salvezza definitivo e universale, il Diavolo si è
opposto con tutte le forze, come dimostra in particolare il Vangelo delle
tentazioni di Gesù nel deserto, che viene proclamato
ogni anno nella Prima Domenica di Quaresima. Infatti, entrare
in questo Tempo liturgico significa ogni volta schierarsi con Cristo contro il
peccato, affrontare – sia come singoli, sia come Chiesa – il combattimento
spirituale contro lo spirito del male”.
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/angelus/2011/documents/hf_ben-xvi_ang_20110313_it.html
… dal Cairo, le emittenti satellitari mostrano
immagini di cristiani e musulmani che pregano insieme per dire ‘no’ alle
violenze. La manifestazione, si tiene all’indomani dell’incontro tra i vertici del
Consiglio supremo delle forze armate egiziane e i rappresentanti della comunità
copta per allentare le tensioni dopo gli scontri che hanno provocato la morte
di 13 persone. A scatenare le violenze
un incendio appiccato ad una chiesa a Helwan,
sud del Cairo e la vicenda di un matrimonio interconfessionale tra una ragazza
musulmana e un giovane cristiano.
Garibaldi: Quello che a scuola non ci hanno raccontato
Garibaldi non aveva opinioni politiche
proprie. Prima seguì Mazzini e partecipò a un'insurrezione
della Giovine Italia a Genova, (regolarmente fallita) e fu condannato a
morte. Fuggì nel Sudamerica. Qui l'unica conquista fu Anita, vero e corrisposto
amore della sua vita, che condivise le sue battaglie fino a quando morì
ventottenne in fuga a Ravenna. Il capitolo delle donne di Garibaldi è troppo
affollato e largamente boccaccesco, ….
Garibaldi, nella spedizione dei Mille, fu
vittima consenziente del doppiogioco dei Savoia (sempre con il ditino massonico
inglese): da Marsala a Napoli non fu una cavalcata trionfale, ma un percorso di
stragi, di ruberie e di corruzione degli ufficiali borbonici, al punto che, a
Napoli, Garibaldi fu accolto come liberatore addirittura dal Ministro degli
Interni borbonico…..
Il dato costante della vita di Garibaldi è
la sua adesione alla massoneria.
(Ciò non gli impedì, a Napoli, di rendere
omaggio alla Madonna di Piedigrotta)
L'ambiguità politica di Garibaldi
caratterizza anche i suoi rapporti con il Parlamento, di cui fu fiero
oppositore, pur non rinunciando a farsi eleggere di volta in volta…..
Guerriero di dubbie capacità, privo di un
disegno istituzionale, acerbissimo anticlericale, dissoluto lussurioso: ce n'è
d'avanzo per demolire Garibaldi.
Eppure, resta un interrogativo: come si spiega
l'eccezionale popolarità del Generale, il credito internazionale, il consenso
di scrittori come Dumas e Hugo?
Garibaldi a Messa per Anita
Estate del 1849: ritirata di Garibaldi
da Roma a Venezia con un esercito di 2500 fanti e un solo cannone. Al suo fianco Anita. Sosta nel
convento dei cappuccini di Pietrarubbia. In una Memoria manoscritta l’archivista
scrisse: «Questo convento di Pietrarubbia
fu invaso dai garibaldini e da Garibaldi stesso, che con la sua Anita passò la
notte nel medesimo. Per la presenza di spirito del padre Salvatore da
Senigallia, il convento non ebbe a subire guasti importanti da quell’accozzaglia
di gente…
Curioso è quanto fu scritto nel Libro delle messe avventizie:
“Messe tre ordinate da Giuseppe Garibaldi per la povera Anita, tanto
sofferente”.
Mattino seguente: tedeschi alle calcagna; abbandono di questi
luoghi con tanto sollievo dei montanari che, pieni di spavento, se n’erano
fuggiti tra dirupi o si erano rinchiusi nelle loro casupole. ….
(da un articolo di “Avvenire”)
Sanlazzaro
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