Ricchezza finale

 

Piazza San Pietro - Domenica, 10 aprile 2011

Cari fratelli e sorelle!

….la morte rappresenta per noi come un muro che ci impedisce di vedere oltre; eppure il nostro cuore si protende al di là di questo muro, e anche se non possiamo conoscere quello che esso nasconde, tuttavia lo pensiamo, lo immaginiamo, esprimendo con simboli il nostro desiderio di eternità….

…. Anche tra i cristiani, la fede nella risurrezione e nella vita eterna si accompagna non raramente a tanti dubbi, a tanta confusione, perché si tratta pur sempre di una realtà che oltrepassa i limiti della nostra ragione, e richiede un atto di fede. Il Vangelo di oggi: la risurrezione di Lazzaro. A Gesù che le dice: “Tuo fratello risorgerà”, Marta, la sorella di Lazzaro, risponde: “So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno”. Ma Gesù replica: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà”. Ecco la vera novità, che irrompe e supera ogni barriera! Cristo abbatte il muro della morte, in Lui abita tutta la pienezza di Dio, che è vita, vita eterna. ….

Ma c’è un’altra morte, che è costata a Cristo la più dura lotta, addirittura il prezzo della croce: è la morte spirituale, il peccato, che minaccia di rovinare l’esistenza di ogni uomo. Per vincere questa morte Cristo è morto, e la sua Risurrezione non è il ritorno alla vita precedente, ma l’apertura di una realtà nuova, una “nuova terra”, finalmente ricongiunta con il Cielo di Dio. ….Cari fratelli, rivolgiamoci alla Vergine Maria, che già partecipa di questa Risurrezione, perché ci aiuti a dire con fede: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”, a scoprire veramente che Lui è la nostra salvezza.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/angelus/2011/documents/hf_ben-xvi_ang_20110410_it.html

 

Paolo ci esorta a celebrare la croce perché su di essa è stato immolato Cristo. Dove c’è il sacrificio, si trova la remissione dei peccati, la riconciliazione con il Signore, la festa e la gioia. ‘Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato’ per noi. Immolato, ma dove? Su un patibolo elevato da terra. L’altare di questo sacrificio è nuovo, perché nuovo e straordinario è il sacrificio stesso. Uno solo è infatti vittima e sacerdote: vittima secondo la carne, sacerdote secondo lo spirito. (S. Giovanni Crisostomo)

 

Il denaro fu l’unico scopo della sua vita.

Fu così che divenne il più ricco del cimitero.

(Aforisma)

 

Campus-bari e cultura

Alcuni studenti del Campus Universitario di Bari si stanno cimentando nell’esperienza del Cineforum. Perché? Quale è il loro intento?

Vogliono darsi la possibilità di poter incontrare altri studenti ed avere l’opportunità di dialogare sui valori umani; il loro tentativo vuol esprimere il desiderio di incontrare altri giovani che non frequentano la chiesa e non credono in Dio.

Giovanni Paolo II ci ha insegnato che occorre di nuovo un “primo annuncio” come era per i primi secoli dell’era cristiana. Tutti oggi hanno bisogno di questa prima evangelizzazione. Il primo annuncio deve iniziare dalla testimonianza. 

Occorre dialogare con le persone ed escogitare vie di annuncio e di testimonianza. Quale occasione migliore che quella di un cineforum?

Nella babele della comunicazione, i giovani fanno fatica a cogliere dove sta la verità.

Noi non abbiamo la verità, ma siamo certi di stare nella verità, perché crediamo in Una Persona che ci ha detto di essere la Verità.

Per questo ci sforziamo di essere “sempre pronti a dare ragione della speranza che è in noi” (1Pt. 3,15).

 don Nico

 

Testimoni d’accusa

Pakistan. Un altro cristiano accusato di blasfemia
Arrestato dalla polizia di Faisalabad il 5 aprile scorso un cristiano di nome Arif Masih, 40 anni. Accusa: ha strappato pagine del Corano e ha scritto lettere minatorie ad alcuni musulmani, per convertirli al cristianesimo. L’articolo della legge sulla blasfemia citato dall’accusa è il 295 comma C, che punisce l’insulto o la profanazione del Corano. Arif Masih si trova oggi in prigione, mentre la polizia è schierata per impedire che vi siano manifestazioni di protesta. I cristiani, ma anche diversi musulmani che conoscono direttamente Arif, sono sicuri che si tratti di false accuse e forse di una vendetta: la famiglia di Arif, infatti, aveva di recente vinto una controversia per la proprietà di un terreno e l’accusatore di Arif è membro della famiglia musulmana che ha perso la disputa. http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=477146

 

sanlazzaro