Come fosse antani (*)

 

 

La catechesi del Papa sulla preghiera (sempre più lunga! sempre più difficile da sintetizzare!)

Cari fratelli e sorelle,

Oggi vorrei riflettere con voi su un testo del Libro della Genesi che narra un episodio abbastanza particolare della storia del Patriarca Giacobbe. È un brano di non facile interpretazione, ma importante per la nostra vita di fede e di preghiera; si tratta del racconto della lotta con Dio al guado dello Yabboq, …

nella notte, il Patriarca Giacobbe combatte con qualcuno. … è difficile percepire non solo l’identità dell’assalitore di Giacobbe, ma anche quale sia l’andamento della lotta. … All’inizio, infatti, Giacobbe sembra essere il più forte, e l’avversario – dice il testo – «non riusciva a vincerlo»; eppure colpisce Giacobbe all’articolazione del femore, provocandone la slogatura. Si dovrebbe allora pensare che Giacobbe debba soccombere, ma invece è l’altro a chiedergli di lasciarlo andare; e il Patriarca rifiuta, ponendo una condizione: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto» …

Il rivale, che sembra trattenuto e dunque sconfitto da Giacobbe, invece di piegarsi alla richiesta del Patriarca, gli chiede il nome: “Come ti chiami?”. E il Patriarca risponde: “Giacobbe” …

… quando Giacobbe chiederà a sua volta il nome al suo contendente, questi rifiuterà di dirlo, ma si rivelerà in un gesto inequivocabile, donando la benedizione. …

La notte di Giacobbe al guado dello Yabboq diventa così per il credente un punto di riferimento per capire la relazione con Dio che nella preghiera trova la sua massima espressione. La preghiera richiede fiducia, vicinanza, quasi in un corpo a corpo simbolico non con un Dio nemico, avversario, ma con un Signore benedicente che rimane sempre misterioso, che appare irraggiungibile. Per questo l’autore sacro utilizza il simbolo della lotta, che implica forza d’animo, perseveranza, tenacia nel raggiungere ciò che si desidera. E se l’oggetto del desiderio è il rapporto con Dio, la sua benedizione e il suo amore, allora la lotta non potrà che culminare nel dono di se stessi a Dio, nel riconoscere la propria debolezza, che vince proprio quando giunge a consegnarsi nelle mani misericordiose di Dio.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20110525_it.html

 

 

Pier ci suggerisce: http://www.confrancesco.it/

 

ISTRUZIONI PER L’USO

Martedì 31 maggio alle 19.30 nell’aula P del poliba (il politecnico di bari)

- dopo l'eccezionale successo di critica e di pubblico riscosso con "The Wall" (Pink Floyd) ...

- dopo la serata rilassante con UP ...

- il Geco del Campus ci riprova con ISTRUZIONI PER L’USO

la questione: è possibile comunicare tra uomini e donne?

anzi, per essere più precisi, tra UN UOMO E UNA DONNA?

e come? ma soprattutto, perché?

il Geco ce lo spiega con dovizia di particolari.

 

se siete in fb, guardate un po’ qui, qui, qui:

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=430579322105&set=o.427503316815&type=1#!/event.php?eid=195776450469227

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=430579322105&set=o.427503316815&type=1

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=430579322105&set=o.427503316815&type=1#!/profile.php?id=100002061920352

(o anche qui quo qua)

 

Paolo Xu Guangqi, funzionario nella Cina imperiale dei Ming, è stato il laico più importante nella storia della Chiesa cattolica in Cina.

Leggiamo su: http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=491321 e citiamo:

“E’ una personalità indubbiamente di grandissimo livello, anzitutto proprio sotto il profilo spirituale. Uomo di grande umiltà, di grande devozione, ha modellato tutta la sua vita sulla fede cristiana. E’ morto poverissimo pur essendo un funzionario del governo perché aveva donato tutto ai poveri. Il suo percorso nasce da un’inquietudine spirituale di fronte all’insufficienza della tradizione confuciana in cui lui è nato e la scoperta del cristianesimo come la risposta a queste domande profonde della sua vita ma anche della società del suo tempo. L’amore per Cristo e l’amore per la propria patria si sono sposati in un modo straordinariamente armonioso nella sua personalità. Egli ha vissuto fino in fondo come un grande seguace di Gesù, a questo ha dedicato la sua vita e ha lavorato fino in fondo per la sua patria e i tanti problemi della Cina del tempo che erano problemi politici, amministrativi, ma anche sociali.

 

D’altro canto, c’è – come sempre  - la rieducazione patriottica:

 http://www.asianews.it/notizie-it/La-polizia-“sequestra”-un-altro-monaco-di-Kirti,-resisteva-all’indottrinamento-21678.html

 

 

Un suggerimento per i più vecchietti tra noi: Prego il Signore che mi dia grazia di fare della mia prossima morte dono d’amore alla Chiesa. Potrei dire che sempre l’ho amata; fu il suo amore che mi trasse fuori dal mio gretto e selvatico egoismo e mi avviò al suo servizio; e che per essa, non per altro, mi pare d’aver vissuto. Ma vorrei che la Chiesa lo sapesse; e che io avessi la forza di dirglielo, come una confidenza del cuore, che solo all’estremo momento della vita si ha il coraggio di fare. (Paolo VI)

 

Buone cose. SanLazzaro

 

(*) citazione da…? e a proposito di che cosa?

A chi risponde, invieremo in premio una supercazzora.