La prima newsletter del 2012
(abbiate fiducia)
Dalla catechesi del Papa di mercoledì 4 gennaio
Cari fratelli e
sorelle, … Siamo nel tempo liturgico del Natale,
che inizia la sera del 24 dicembre con la vigilia e si conclude
con la celebrazione del Battesimo del Signore. L’arco dei giorni è breve, ma denso di celebrazioni e di misteri e si raccoglie
tutto intorno alle due grandi solennità del Signore: Natale ed Epifania. Il
nome stesso di queste due feste ne indica la rispettiva fisionomia. Il Natale celebra il fatto storico della
nascita di Gesù a Betlemme. L’Epifania,
nata come festa in Oriente, indica un fatto, ma soprattutto un aspetto del
Mistero: Dio si rivela nella natura umana di Cristo e questo è il senso del
verbo greco epiphaino, farsi visibile.
In tale prospettiva, l’Epifania richiama una pluralità di eventi che
hanno come oggetto la manifestazione del Signore: in modo particolare
l’adorazione dei Magi, che riconoscono in Gesù il Messia atteso, ma anche il Battesimo nel fiume Giordano con la sua
teofania – la voce di Dio dall’alto - e il miracolo alle Nozze di Cana, come primo “segno” operato da Cristo. Una bellissima
antifona della Liturgia delle Ore unifica questi tre avvenimenti intorno al
tema delle nozze tra Cristo e la Chiesa: “Oggi la Chiesa si unisce al suo Sposo celeste, perché nel
Giordano Cristo le ha lavato i peccati; i Magi corrono con doni alle nozze
regali, e i convitati gioiscono vedendo l’acqua mutata in vino” (Antifona delle Lodi). Possiamo quasi dire che
nella festa del Natale si sottolinea il nascondimento
di Dio nell’umiltà della condizione umana, nel Bambino di Betlemme.
Nell’Epifania, invece, si evidenzia il suo
manifestarsi, l’apparire di Dio attraverso questa stessa umanità.
…
Auguri ai nostri fratelli ortodossi …
ci pensate
che sono passati solo trent’ anni?
http://vitadigitale.corriere.it/2012/01/04/30-anni-di-commodore-64/
Trovata girellando in rete:
Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai.
Certo che ce ne faremo.
Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
-
Antoine de Saint-Exupéry -
fiducia
Giorgio Napolitano: “… invito gli italiani ad avere
fiducia in se stessi” (discorso di fine anno 2011).
“…un paese come il
nostro deve e può avere fiducia in se stesso”
(fine anno 2006).
“…possiamo avere più
fiducia in noi stessi” (fine anno
2007).
Gilbert K. Chesterton: “Gli uomini che davvero credono in se stessi stanno nei
manicomi. Essere assolutamente sicuri di sé è una debolezza. Solo l’apertura e
l’adesione a Qualcuno di più grande di noi e dei nostri limiti, può darci fiducia.” (“Ortodossia” – 1908)
http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-gk-chesterton-contro-giorgio-napolitano-4079.htm
rifiuti ospedalieri:
http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/01/04/news/bimbi-27589429/
Ci ha
scritto Giuseppe (di molto critico
circa le storielle del villaggio), proponendo di leggere il racconto “L’isola
dei naufraghi” (qui à http://www.michaeljournal.org/LIsola.htm ), pubblicato da "I Pellegrini di SanMichele" (qui à http://www.michaeljournal.org/italiano.htm ).
Quanto a noi, non siamo economisti, né
figli di economisti, e le nostre storielle non pretendono
di essere analisi socio-economiche. Al massimo, possono essere degli spunti di
riflessione.
SanLazzaro