La newsletter (versione classic) del 17 gennaio 2012 - Sant'Antonio Abate

 

I conti in ordine

"Chi ci dice che l’Italia potrà migliorare solo mettendo a posto i suoi conti evidentemente non ha ben in mente la realtà del nostro Paese e le storture che essa può riservare."

La frase non è del Cardinal Bagnasco... guardate qui:
http://www.almaghrebiya.it/index.php?option=com_content&view=article&id=310:khalid-fra-discriminazione-e-coraggio&catid=13:cronaca&Itemid=15

 

Sentito e letto nei giorni scorsi:
"Penso che lascerò libertà di coscienza. Nelle carte non c'è nulla".
Grazie... siamo commossi.

 

Copiamo dalla pagina fb della nostra amica Lea: "La PACE è una realtà di sintesi, un po’ come il raggio di sole che l’arcobaleno scompone in tanti colori. Uno dei colori è lo SVILUPPO. Battersi per la PACE, in questo senso, vuol dire liberare l’uomo: dall’intrigo della miseria, dal viluppo della massificazione, dalle grinfie rapaci del potere, dalle seduzioni involutrici del falso benessere." (don Tonino Bello)

 

Il trenino del villaggio
Da tempo più di un secolo, nel villaggio circolava il trenino comunale. I villici lo utilizzavano per spostarsi dalle case di "giù" alle fabbrichette di "su"; qualcuno viaggiava di notte, perché costava di meno. Le tariffe non erano troppo care, perché i sindaci sapevano che i villici non potevano permettersi di pagare troppo, e ripianavano sistematicamente il deficit. D'altro canto - con al sicurezza che il comune avrebbe pagato i debiti - il servizio non era molto accurato. I sindaci dicevano che era un "servizio sociale".
Un giorno l'assessore al bilancio - quello che provvedeva ogni anno a pagare i debiti - propose di cambiare le regole: il trenino doveva essere efficiente, pulito, puntuale e soprattutto in equilibrio economico. Il consiglio comunale accettò. L'azienda municipalizzata del trenino diventò una società per azioni.
Gli amministratori del trenino - nominati dall'assessore al bilancio - cominciarono a tagliare i servizi in perdita, e dissero al sindaco che il comune avrebbe dovuto pagare per i "servizi sociali". Il sindaco fu piuttosto vago. Gli amministratori del trenino tagliarono. I villici protestarono: "il villaggio non è un binario morto - ridateci il trenino!". Gli amministratori erano in imbarazzo. Intanto l'assessore ai trasporti autorizzò un altro servizio: "il tenino rosso di montezuma", che non aveva mai avuto problemi di servizio sociale.

 

Tempismo sospetto
BRUXELLES, 14. Con perfetto e sospetto tempismo è arrivato l'attacco. Proprio mentre i mercati mostravano segnali di lieve ripresa, grazie anche all'allentamento delle tensioni sui titoli di Stato, Standard&Poor's ha declassato il rating di nove Paesi dell'Ue. Decisione in parte attesa, ma che potrebbe avere l'effetto di un durissimo colpo per l'Europa impegnata nella lotta contro la crisi. Pechino stessa ha sollevato dubbi sulla credibilità delle agenzie.
L'agenzia americana ha tolto la tripla A alla Francia, declassato di due gradini l'Italia (portandola da A a BBB più), e tagliato la valutazione del debito di Spagna, Portogallo e Austria. Promossa soltanto la Germania, che mantiene il rating AAA insieme a Olanda, Finlandia e Lussemburgo.
...
Difficile dire se quella di Standard&Poor's sia un'azione politica, uno stratagemma americano contro l'eurozona (in effetti, la stessa agenzia ha declassato il rating a stelle e strisce la scorsa estate) o l'ennesima rivalsa degli speculatori. Nonostante il frastuono, Standard&Poor's non dice nulla di nuovo: l'Europa ha bisogno di crescere. Subito.
(spudoratamente copiato dall'Osservatore Romano)

 

DAL DISCORSO DEL PAPA AL DIPLOMATICI ACCREDITATI PRESSO LA SANTA SEDE
Lunedì, 9 gennaio 2012

.. non posso non menzionare, anzitutto, gli sviluppi gravi e preoccupanti della crisi economica e finanziaria mondiale. Questa non ha colpito soltanto le famiglie e le imprese dei Paesi economicamente più avanzati, dove ha avuto origine, creando una situazione in cui molti, soprattutto tra i giovani, si sono sentiti disorientati e frustrati nelle loro aspirazioni ad un avvenire sereno, ma ha inciso profondamente anche sulla vita dei Paesi in via di sviluppo. Non dobbiamo scoraggiarci ma riprogettare risolutamente il nostro cammino, con nuove forme di impegno. La crisi può e deve essere uno sprone a riflettere sull’esistenza umana e sull’importanza della sua dimensione etica, prima ancora che sui meccanismi che governano la vita economica: non soltanto per cercare di arginare le perdite individuali o delle economie nazionali, ma per darci nuove regole che assicurino a tutti la possibilità di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie capacità a beneficio dell’intera comunità.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2012/january/documents/hf_ben-xvi_spe_20120109_diplomatic-corps_it.html

 

Speravamo che la storia dei 150 anni dell'unità d'Italia fosse finita.
Ci siamo sbagliati. C'era ancora Anita.
Damnatio memoriae per Maria Sofia (... per esempio). http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Sofia_di_Baviera

 

SanLazzaro