La newsletter (versione classic) del 29 gennaio 2012
(È appena il caso di dire
che, per non ricevere più questa mail, basta scrivere “cancellami” a sanlazzarobari@virgilio.it )
MESSAGGIO DEL PAPA PER LA GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI
…
Il silenzio è parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto. Nel
silenzio ascoltiamo e conosciamo meglio noi stessi, nasce e si approfondisce il
pensiero, comprendiamo con maggiore chiarezza ciò che desideriamo dire o ciò
che ci attendiamo dall’altro, scegliamo come esprimerci. Tacendo si permette
all’altra persona di parlare, di esprimere se stessa, e a noi di non rimanere
legati, senza un opportuno confronto, soltanto alle nostre parole o alle nostre
idee. Si apre così uno spazio di ascolto reciproco e diventa possibile una
relazione umana più piena. Nel silenzio, ad esempio, si colgono i momenti più
autentici della comunicazione tra coloro che si amano: il gesto, l’espressione
del volto, il corpo come segni che manifestano la persona. Nel silenzio parlano
la gioia, ….
e noi… sabato prossimo ci vediamo “L’illusionista” (*): un film con
poche parole (e molto silenzio)
(*) attention: non
è “The Illusionist”, che pure è un bel film.
Invece “L’illusionista” è un film di Chomet, tratto da una sceneggiatura di Tati, e il
protagonista assomiglia a monsieur Hulot.
Se non ne sapete niente, … ci sono degli
spazi di miglioramento.
Domenica a Messa c’era un gruppo di sordomuti.
E fin qui, nessun problema (direte voi): le
letture sono sul foglietto, e perdersi l’omelia non è una tragedia.
E invece no! C’era una giovine che traduceva
TUTTO con il linguaggio dei segni (anche l’omelia, i canti …).
Bella accoglienza da parte della comunità.
(Sospettiamo che “l’Alleluia delle lampadine”
l’abbiano inventato loro.)
Sentito / letto in giro:
Per uscire dalla
crisi dobbiamo aumentare i consumi
Per aumentare i consumi
dobbiamo far diminuire i prezzi
Per diminuire i
prezzi dobbiamo aumentare la concorrenza
Per aumentare la
concorrenza dobbiamo liberalizzare il commercio
Per
liberalizzare il commercio, le città devono diventare come i centri
commerciali.
Con
tutto il rispetto
Un tragico incidente di mare ha
riempito le cronache.
I tuttologi hanno subito
pontificato, giudicato i colpevoli, celebrato gli eroi.
Se ne parlava qualche sera fa, a
san lazzaro, cercando luce nella Scrittura.
Ve ne diciamo solo due:
Al capitolo 18 dell’Apocalisse si
parla di navi, e di una città che è condannata.
E nel Vangelo c’è il ricordo della
torre di Siloe.
Se vi viene in mente qualcosa di sensato, scriveteci.
Intanto
in Nigeria continua un massacro. Non un incidente.
I più sagaci
tra i nostri lettori si sono accorti che la newsletter viene inviata
utilizzando gmail.
Non fateci
caso. Se volete scriverci, utilizzate il solito indirizzo sanlazzarobari@virgilio.it
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Un affettuoso pensiero a quelli che risparmiano tutta una vita per comprare un fuoristrada, e poi non ce la fanno a comprare un cellulare con il vivavoce.
SanLazzaro